Così la smart city mette al centro il cittadino – Illuminotronica

 
 
Così la smart city mette al centro il cittadino

La smart city nasce per garantire una migliore qualità della vita ai cittadini. Per farlo ci sarà bisogno di avviare e garantire servizi sempre più innovativi ed efficaci. Tutto ciò genera interesse e aspettative enormi. Gartner ha stimato che il mercato generato da tutto quello che ruota intorno alla città intelligente in termini di soluzioni sia superiore ai 2 trilioni di dollari da qui al 2025.

La maggioranza delle persone da qui al 2050 vivrà in una città, quindi andranno gestite sempre maggiori complessità e si dovranno mettere in atto misure efficaci per rendere pienamente vivibile il tessuto urbano.

Di tutto questo se n’è parlato a ILLUMINOTRONICA al talk show “Smart city: l’evoluzione degli spazi urbani grazie alle nuove tecnologie”.

smart city cittadino ILLUMINOTRONICA

Il talk show “Smart city: l’evoluzione degli spazi urbani grazie alle nuove tecnologie”

Smart city, il ruolo della tecnologia e dei dati

Una vera smart city è sostenibile e human centric, ma per esserlo deve essere consapevole delle criticità per fornire risposte corrette. Queste risposte possono essere offerte contando su strumentazioni tecnologiche in grado di raccogliere dati e processarli per trasformarli in informazioni utili e in servizi.

L’Internet of Things ha un ruolo importante, ma non è l’unico componente. Si sta assistendo, infatti, a una transizione considerevole verso novità tecnologiche e soluzioni che aprono a un modo totalmente nuovo di accedere ai servizi; in tutto questo l’illuminazione diverrà un tassello fondamentale.

“La struttura capillare dei punti luce pubblici permette all’illuminazione di coprire tutto il territorio cittadino ed essere utilizzata come veicolo per il trasporto di sistemi a valore aggiunto”, afferma Matteo Seraceni, responsabile ufficio Ingegneria e innovazione di Hera Luce.

Segnala come vi siano diversi layer abilitanti, per la costituzione della città intelligente, che si susseguono tra loro, ma indipendenti dalla singola tecnologia, in cui i sensori giocano un ruolo importante e dove c’è un network layer che convoglia tutti i dati, univoco e condiviso. “Qui entra in gioco il layer più importante, perché la vera rivoluzione dell’IoT passa dalla gestione dei dati e dalla loro analisi per trarne benefici mediante la realizzazione di servizi”. Un altro presupposto importante per la città intelligente passa anche dalla sostenibilità ambientale: è qui che si palesa anche il ruolo della circular smart city, illustrato da Simone Allegra, Responsabile della funzione Sviluppo Progetti Hera.

Smart city, dai progetti…

Nel corso del convegno si è dato spazio a temi visionari e prospettici, come il progetto Isola delle Reti, ideato da Marco Santarelli direttore scientifico Res On Network, che si sta portando avanti sull’Isola dei Pescatori, nel Comune piemontese di Stresa.

Un progetto che integra varie soluzioni dai lampioni intelligenti alle boe fotovoltaiche ad altre tecnologie che guardano anche la gestione dell’ospitalità turistica e la sicurezza stessa dell’isola. Dall’Isola delle Reti alla Rete di persone, dall’Internet of Things all’Internet of persons, Bruno Bottini, Ceo di BBS Italia ha introdotto il caso di City Live® il sistema che estende uffici e servizi ai cittadini, sotto forma di totem che avvicina l’amministrazione ai cittadini. Si tratta di uno sportello virtuale poliservizi, un tentativo utile di avvicinare la PA alle necessità dei cittadini, venendo incontro alle loro esigenze e ai loro tempi.

…a realtà concrete e premiate

La città intelligente è anche una città sicura: ne ha parlato a questo riguardo Christian Maiolo, CEO di AD Consulting, per i progetti attuati a Fiorano Modenese e a Modena.

Entrambe le città hanno ricevuto l’Award Ecohitech, ambito riconoscimento attribuito ad aziende ed enti pubblici che hanno raggiunto risultati in termini di eco-compatibilità e risparmio energetico attraverso l’uso di tecnologie innovative.

A Modena, tra l’altro, la smart city si muove anche per migliorare la mobilità e rendere attuabile la guida autonoma: l’esempio è il MASA, di cui ha parlato Marko Bertogna, Professore associato UNIMORE, illustrando come il decreto Smart Road abbia dato il via alle sperimentazioni per rendere “intelligenti” le reti stradali italiane.

da Illuminotronica, Articolo di Andrea Ballocchi