Rapida, efficiente e sicura: l’energia del futuro “viaggia” senza fili con droni e robot

 

Il tradizionale modo di trasmettere e produrre energia potrebbe cambiare, almeno nei contesti più piccoli, come isole, piccoli borghi ed energy community

Produzione, trasmissione e distribuzione sono i tre passaggi del processo che consente a tutti, famiglie e imprese, di fruire dell’energia elettrica e di utilizzare i numerosi dispositivi diventati parte integrante delle nostre vite. Una catena che ha bisogno di infrastrutture e tecnologie che garantiscano la massima operatività ed efficienza, riducendo ogni tipo di dispersione e la massima sicurezza.

 

In un futuro prossimo, però, il tradizionale modo di trasmettere e produrre energia potrebbe cambiare, almeno nei contesti più piccoli, come isole, piccoli borghi ed energy community. L’Italia, d’altronde, è uno dei Paesi pionieri di questa nuova frontiera della ricerca e ha già ospitato due esperimenti in materia: il test del progetto per l’illuminazione senza cavi dell’ultimo piano della Torre di Cerrano in Abruzzo e dell’Isola dei pescatori sul Lago Maggiore. A cimentarsi nell’impresa è stata Res On Network, un istituto internazionale di Ricerca e Sviluppo che si occupa dello studio delle Reti e delle Infrastrutture Critiche, che ha dimostrato come sia possibile produrre e trasmettere energia a distanza senza l’ausilio delle tradizionali infrastrutture, ossia i cavi ad alta tensione.

 

Un’altra risposta in tal senso arriva dalla robotica, sempre più al servizio dell’energia sostenibile. Come attraverso i droni, che potrebbero rappresentare un’efficace soluzione per trasmettere elettricità senza fili in maniera più efficiente e per produrre energia pulita. Derivato dalla digital transformation e rivolto principalmente alle utilities di tutto il mondo, questo settore ha potenzialità enormi in termini di valore di mercato. Secondo le stime degli esperti, l’area chiamata DRTD, ovvero “drones and robotics for transmission and distribution”, supererà i 13,2 miliardi di dollari entro il 2026. Droni e macchine volanti, dunque, a cui si intreccia lo sviluppo della tecnologia legata all’Internet of things (ovvero l’insieme di tecnologie che permettono di far comunicare i device tra di loro).

 

Ma l’impiego di droni è già una realtà per molte società dell’energia, che li utilizzano per svolgere compiti che risultano pericolosi e dispendiosi in termini economici e di tempo quando eseguiti da un tecnico in carne e ossa. Già oggi, per mezzo dei droni, sono condotte ispezioni e manutenzioni alle linee di trasmissione o ai campi di produzione eolici, solari oppure a dighe e bacini collegati agli impianti idroelettrici. Attraverso i droni, inoltre, è possibile studiare con maggior precisione i flussi d’aria e le turbolenze, e stabilire di conseguenza i siti migliori per installare nuovi aerogeneratori per i campi eolici; oppure eseguire la pulizia dei pannelli solari, attività estremamente importante per l’efficienza dell’impianto, perché la produzione può scendere anche del 35% se non sono puliti con una certa frequenza. I droni rappresentano, dunque, sempre di più il presente dell’energia e nel prossimo futuro potrebbero addirittura rivoluzionare le stesse modalità di produzione dell’elettricità.

 

da La Repubblica