Intelligence and  Global Defence

CRITIS 2019

Per il quarto anno ReS On Network è protagonista dell’evento internazionale sulle infrastrutture critiche, CRITIS 2019, International Conference On Critical Information Infrastructures Security, che si è svolto presso la Linkoping University in Svezia.

Il nostro Direttore Marco Santarelli di nuovo Presidente del premio “Young CRITIS Award” per il miglior paper di giovani ricercatori.

Sotto il video del suo intervento

Spazio Scenico - Aracne TV

Aracne tv

Ci troviamo nella paludi della digitalizzazione. Manca l’alfabetizzazione di base. Tutti si improvvisano a fare tutto mentre la conoscenza delle dinamiche viene messa da parte a favore di facili risultati. Non funziona così: oltre che Competenza, Creatività e Coraggio servono Persone e attenzioni ai rapporti. Tutto prima di ogni innovazione che regga il futuro. Il nostro compito è trovare cooperazione e sviluppare attenzioni su fenomeni distruttivi focalizzandosi su logica e Intelligence predittiva. Ogni fenomeno sa di essere speciale e come tale ogni Intelligence del mondo sa come affrontarlo in maniera decisa.

GUARDA L'INTERVISTA A MARCO SANTARELLI

 

Perimetro cibernetico italiano, tre priorità per il nuovo Governo - Agenda Digitale

Perimetro cibernetico su Agenda digitale
Il nuovo Governo non deve abbassare la guardia sui temi della sicurezza delle reti e della difesa nazionale: occorre, anzi, portare a concretezza idee fondamentali prodotte dal governo precedente, in primis il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Ecco perché è della massima importanza

Sono stati due mesi piuttosto convulsi per il campo della sicurezza, tra nuovo Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica appena approvato da parte del Consiglio dei Ministri, la mancata conversione in legge del Golden Power – poi recuperato nel decreto del Perimetro; approvazione del DL Sicurezza (il 5 agosto 2019 il Senato ha approvato definitivamente, nel testo licenziato dalla Camera, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 53 del 2019, che reca disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica).

Mesi convulsi, dicevamo. Ma anche confusi, dato che è ancora poco chiara la governance dei vari tasselli – tra il Dis e il nuovo dipartimento trasformazione digitale che nasce a gennaio 2020, mentre all’Agid sembrano sottratte le competenze di sicurezza e ancora non si vede il tanto atteso Dpcm sul Csirt (che aspetta quindi ancora l’operatività).

Ma andiamo oltre questi tasselli che, se visti troppo da vicino – rischio molto comune in Italia, invischiata da sempre in guerre di competenze – possono farci perdere la vista d’insieme. L’obiettivo ultimo.

Partiamo dal presupposto che al di là della “quaestio politica”, da cui non si può comunque prescindere, l’attenzione della nostra governance verso concetti come sicurezza e difesa nazionale non può abbassarsi né rallentare o fermarsi e perdere il treno del resto del mondo che giudica questi temi centrali per la vita sociale ed economica dei paesi e delle persone. A tal punto ci auguriamo di iniziare a parlare di “gestione ottimale”, mentre si decidono le sorti del Paese, di questi concetti e portare a concretezza idee fondamentali prodotte dal governo precedente.

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Arresto manager russo a Napoli: E’ controspionaggio culturale - ofcs.report

Arrestato manager russo su ofcs.report

Arresto a Napoli di Aleksandr Korshunov, manager russo, é un esempio di  controspionaggio culturale.

Mentre la nostra attenzione era tutta proietta verso la nuova squadra per il governo italiano, è arrivata la notizia dell’arresto a Napoli di Aleksandr Korshunov, 57 anni, manager russo. Sin qui sembra una storia costruita ad hoc con titoli di spionaggio da film. Ma la cosa che è sfuggita a molti è stato da una parte l’utilizzo del termine “spia” nei vari articoli usciti  e dell’altra come le parole di Putin siano arrivate puntuali  e veloci celando una fuga di notizie senza precedenti. Soprattutto in Russia. “Arresto è un atto sleale”, dice lo zar russo nei confronti degli Usa che ha ratificato attraverso l’Interpol.

Analizziamo velocemente l’accaduto. Pare che Aleksandr si sia “meritato” il termine spia perché si creda abbia violato, rubato, copiato o trasmesso un segreto industriale  (non rispondendo a nessun NDA o formula di riservatezza) che riguardava documenti di proprietà della General Electric per arricchire il programma russo PD-14, ovvero la creazione di un motore per l’aereo russo di medio raggio MC-S 21. Questo atto ha destato scalpore tale che gli Usa hanno passato l’ok all’Interpol che a sua volta ha definito tale arresto come “Classificato in Red Notice”, ovvero “Avviso Rosso”. Cioè, l’arresto è partito poiché rappresenta un pericolo per la reale possibilità che il russo potesse trasmettere le informazione al proprio  paese trapassando tutti gli accordi internazionali su temi come brevetti e segreti industriali. Pertanto l’avviso diventa rosso perché tale possibilità è molto alta. L’Interpol condivide l’avviso e passa le informazioni a tutte le forze dell’ordine del mondo. In parole semplici si sono mosse, non so quante persone, per cercare il luogo in Italia dove si trovava la spia russa con la moglie per arrestarlo.

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