Il nuovo Governo non deve abbassare la guardia sui temi della sicurezza delle reti e della difesa nazionale: occorre, anzi, portare a concretezza idee fondamentali prodotte dal governo precedente, in primis il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Ecco perché è della massima importanza
Sono stati due mesi piuttosto convulsi per il campo della sicurezza, tra nuovo Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica appena approvato da parte del Consiglio dei Ministri, la mancata conversione in legge del Golden Power – poi recuperato nel decreto del Perimetro; approvazione del DL Sicurezza (il 5 agosto 2019 il Senato ha approvato definitivamente, nel testo licenziato dalla Camera, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 53 del 2019, che reca disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica).
Mesi convulsi, dicevamo. Ma anche confusi, dato che è ancora poco chiara la governance dei vari tasselli – tra il Dis e il nuovo dipartimento trasformazione digitale che nasce a gennaio 2020, mentre all’Agid sembrano sottratte le competenze di sicurezza e ancora non si vede il tanto atteso Dpcm sul Csirt (che aspetta quindi ancora l’operatività).
Ma andiamo oltre questi tasselli che, se visti troppo da vicino – rischio molto comune in Italia, invischiata da sempre in guerre di competenze – possono farci perdere la vista d’insieme. L’obiettivo ultimo.
Partiamo dal presupposto che al di là della “quaestio politica”, da cui non si può comunque prescindere, l’attenzione della nostra governance verso concetti come sicurezza e difesa nazionale non può abbassarsi né rallentare o fermarsi e perdere il treno del resto del mondo che giudica questi temi centrali per la vita sociale ed economica dei paesi e delle persone. A tal punto ci auguriamo di iniziare a parlare di “gestione ottimale”, mentre si decidono le sorti del Paese, di questi concetti e portare a concretezza idee fondamentali prodotte dal governo precedente.

Fitta rete di passaggi, pochi secondi per spostare la palla da un punto a ad un punto b e attenzione alla mentalità. Insomma un misto di fisica, filosofia, nuove tecnologie con droni e leadership: il calcio di Sarri tra creatività e digital innovation.


Marco Santarelli
Bisogna lavorare prima di tutto sull’individuazione del problema per la comprensione di quelli che chiamiamo “meccanismi di propagazione del rischio sistemico”.

